ELISABETTA BORSARI


Nel 1989 Elisabetta impara la tecnica Tiffany. Da quegli anni ad oggi le cose sono molto cambiate. La persona e la tecnica hanno evoluto assieme, partendo da oggetti classici quali lampade, specchi, vetrate, sino ad arrivare a quello che oggi è l'artista/artigiana del Varesotto.
Il vetro si è unito, fondendosi ad altri materiali in anni di sperimentazioni, finendo per diventare solo parte dell'opera creativa e non più l'elemento principale.

 

 

La natura intrinseca del materiale è quindi divenuta l'elemento portante di quello che è il lavoro di Elisabetta, come dimostrano ora gli oggetti presenti nella casa che abita, e che è il suo primo campo lavorativo. Oggetti ispirati dal senso della forma, oggetti di uso quotidiano che riprendono vita ma non solo, frammenti di oggetti ormai irriconoscibili che, uniti tra loro, tornano a vivere in opere fragili e al contempo terribilmente forti, dall'anima sciamanica.